la nostra Visita nel cuore dell’alto adige: terlano e andriano

Un Alto Adige verticale e profondo: la visione di Cantina Terlano

Siamo saliti nel cuore dell’Alto Adige per incontrare la storica Cantina Terlano: un momento di confronto per capire come si possa dare voce a un territorio di montagna attraverso un gesto produttivo rigoroso, visionario e rispettoso del tempo. Ad accoglierci c’è Manuel, che ci guida passo dopo passo tra le pieghe di una cooperativa unica nel panorama alpino.

Due sponde, due mondi: Terlano e Andriano

È da un racconto geologico che inizia la nostra comprensione di questo territorio. La distinzione tra le due sponde dell’Adige è fondamentale per decifrare lo stile dei vini.

Sul lato orografico sinistro si trova Terlano, esposta al sole e dominata dalla roccia vulcanica: il porfido rosso naturalmente drenante e caratterizzato da una scarsa disponibilità di sostanze nutritive. È questo l’elemento che conferisce ai vini, in particolare ai bianchi che rappresentano il 75% della produzione, una spiccata verticalità, precisione e mineralità tagliente.

Sulla sponda opposta sorge Andriano, dove il sole tramonta prima e la roccia calcarea plasma vini più opulenti, strutturati e dotati di tannini importanti.

Cantina Terlano poggia su una solida anima cooperativa di circa 143 soci, che coltivano in media 1,2 ettari ciascuno. Un sistema di pagamento che premia rigorosamente la qualità dell’uva e che, negli ultimi trent’anni, ha incentivato basse rese e un lavoro meticoloso in vigna.  A questo si affianca una costante evoluzione in cantina, grazie all’adozione di tecnologie innovative, come le presse pneumatiche, estremamente delicate, capaci di eliminare ogni nota erbacea e astringente per esaltare la purezza del frutto e donare ai vini una tessitura vellutata.

Il tunnel del tempo e il sistema “Rarity”

Camminare tra le botti e le gallerie scavate nella roccia significa entrare in un archivio vivente.
Qui si custodisce il leggendario sistema Rarity, ideato negli anni ’70 dall’enologo Sebastian Stocker. A fronte di annate eccezionali, dal 1979 la cantina preleva le migliori partite di vino per farle maturare a lungo sulle fecce fini.

Un archivio liquido straordinario che consente di scegliere, di volta in volta, se valorizzare un singolo vitigno oppure perpetuare la storica cuvée del Terlaner che, dopo la fermentazione, matura 12 mesi in botti grandi di rovere prima di raggiungere i fusti d’acciaio da 2500 litri, dove sosta sulle fecce fini per un periodo compreso tra i dieci e i trent’anni. Un’evoluzione lentissima che preserva intatta la freschezza primaria mentre amplifica la densità aromatica. Oltre 150.000 bottiglie storiche riposano in questo ventre di pietra, a testimonianza di una capacità d’invecchiamento che non ha eguali nel mondo dei vini bianchi.

La degustazione

La visita si conclude con la degustazione, che diventa quasi una seconda passeggiata: stavolta attraverso i calici.

Abbiamo affrontato una degustazione approfondita, spaziando dai freschi bianchi d’annata fino alle grandi riserve e ai rossi.

Terlano Lagrein Riserva “Porphyr”: La magnifica controparte di Terlano, in cui la potenza e la salinità del porfido plasmano un profilo di assoluto rigore alpino.

Andriano Chardonnay “Somereto” 2025: Vinificato interamente in acciaio, è un vero e proprio “vino d’estate”, caratterizzato da una freschezza dissetante e da una beva immediata, pur conservando una delicata cremosità che ricorda quasi un Pinot Bianco.

Terlano Chardonnay “Croit” 2024: Più espressivo e teso rispetto al Somereto, matura per metà in legno grande e per metà in acciaio, offrendo un profilo verticale e dinamico.

Andriano Chardonnay “Doran” 2023: Una riserva prodotta in tiratura limitata (5.000-6.000 bottiglie) che sosta al 100% in tonneaux. L’influenza della roccia calcarea emerge in tutta la sua potenza: il sorso è opulento, strutturato e di grande concentrazione.

Terlano “Terlaner” Cuvée 2025: L’etichetta storica per eccellenza, un assemblaggio di Pinot Bianco (60%), Chardonnay (30%) e Sauvignon (10%). Affinato prevalentemente in acciaio con un tocco discreto di legno grande, viene proposto anche nella versione in mezza bottiglia (mezzina), il formato ideale per il consumo moderato o individuale.

Terlano Pinot Bianco “Vorberg” Riserva 2023: Frutto di vecchie vigne ad alta quota con rese inferiori ai 50 quintali, matura in legno grande. È un vino tridimensionale, che sposa una struttura importante a una verticalità tagliente.

Terlano “Nova Domus” Riserva 2023: Condivide la base ampelografica del Terlaner ma spinge i confini dell’opulenza e della densità grazie a una selezione meticolosa delle uve e a un affinamento mirato.

Andriano Sauvignon “Floreado” 2025: Totalmente in acciaio, interpreta il carattere del suolo calcareo con profumi verticali e una freschezza tesa.

Terlano Sauvignon “Winkel” 2025: Nato da un vigneto storico e soleggiato situato proprio di fronte alla cantina, si dimostra molto più sofisticato, persistente e strutturato al palato.

Andriano Pinot Nero “Anrar” 2023: Proveniente da un singolo vigneto a Pinzon, rifiuta la scorciatoia del frutto ruffiano per concentrarsi su una trama di note vegetali e verdi che gli donano un carattere unico e inconfondibile.

Andriano Lagrein Riserva “Tor di Lupo” 2023: Nato nei primi anni ’80 per nobilitare il vitigno attraverso basse rese e un affinamento in barrique, è una delle riserve più antiche dell’Alto Adige. È un vino geometrico, dai tannini cesellati e un frutto maturo che rifugge ogni eccesso di marmellata.

Una scelta che racconta chi siamo

Andare a trovare produttori di questo calibro non è un semplice esercizio di aggiornamento tecnico, ma un atto di coerenza fondamentale per chi, ogni giorno, consiglia una bottiglia a tavola. Vuol dire comprendere i suoli, i pendii scoscesi, le mani che lavorano in cantina e la filosofia di chi custodisce un patrimonio storico inestimabile.